martedì 27 luglio 2010

L'altro musicista

Potrei non essere obiettiva.
Se nella vita bisogna assumere per forza un ruolo, io non mi sono scelta quello di fonico, ahimè sono dall’altra parte della barricata.

L’altra sera, nonostante la stanchezza, mi hanno tirato fuori da casa proponendomi un concerto all’ex Paolo Pini, meglio che schienarsi sul letto a fare zapping.

In mezzo ad un parco un po’ sinistro tra pini e querce e strutture ospedaliere fantasma, il rumore delle cicale, la gente con in mano il bicchiere in plastica di birra spillata, si avviava pacificamente verso il palco.

Faceva caldo. Ma il tutto era piacevole.
Attendevamo Max Gazzè, e ne è valsa la pena. Per due motivi:

- Non sono una sua fan (ma che stima!), e mi ha assolutamente emozionato in almeno un paio di canzoni.

- I suoni erano fantastici!

Era tutto nitido, reale, originale ed il suono arrivava compatto ed allo stesso tempo distinto.
Oserei dire “Zen”.

Mi chiedevo chi fosse il fonico così perfettamente in sintonia con la musica che arrivava dal palco. Mi volto e lo vedo cantare le canzoni di Max Gazzè mentre con le mani era pronto a seguire gli artisti che scaturivano quella magia.

Ho invidiato Max per la fedeltà del suo scudiero, il suo altro musicista, quello che silente fa suonare la musica solo con le orecchie. Colui che rende merito e onore all’artista, avendone in mano il destino di poche ore per portarlo alla gloria di fronte ad un pubblico che ignaro, non sa neanche cosa sia quel baracchino con pulsanti e cursori.

Fedeltà nel senso più ampio del termine, chi ha orecchie per intendere intenda e faccia suonare la musica per favore.
T.G.
L'uomo più furbo - Max Gazzè

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